Capodanno 2026. Ore 1:30. Si festeggia il nuovo anno nel bar-nightclub Le Constellation, nella località sciistica di Crans-Montana (Canton Vallese). Centinaia di persone a festeggiare. Poi il fuoco e la morte di 47 ragazzi e un numero altissimo di feriti. Ma come può accadere una tragedia del genere? Provo ad analizzare quanto accaduto.

LE VIE DI ESODO
Le uscite di emergenza devono rispettare requisiti dimensionali e funzionali precisi per garantire un’evacuazione rapida e sicura in caso di incendio o altra emergenza. La loro larghezza si misura in moduli di uscita (1 modulo equivale a 60cm) e si calcola un modulo ogni 50 persone, calcolato sul massimo affollamento autorizzato dal locale. Ovviamente le porte devono potersi aprire vero l’esterno e grazie a un maniglione antipanico. In luoghi affollati devono essere almeno 2 indipendenti quando l’affollamento è significativoe distribuite in modo da offrire percorsi alternativi. A quanto pare le uscite non erano sufficientemente capienti per il numero di persone ospitate nel locale quindi o le porte erano piccole o il numero di persone all’interno era superiore a quello consentito e dichiarato.

RESISTENZA AL FUOCO
Negli ambienti aperti al pubblico (discoteche, bar, teatri, sale eventi, ecc.) gli arredi, i rivestimenti e gli allestimenti decorativi devono avere caratteristiche specifiche per non favorire l’innesco, la propagazione dell’incendio e la produzione di fumi tossici. La caratteristica più importante è la classe di reazione al fuoco, cioè come un materiale:
- si accende,
- contribuisce alla propagazione delle fiamme,
- produce fumo,
- genera gocce incandescenti
Si classificano in
- A1 / A2 → praticamente non combustibili
- B / C → limitata partecipazione all’incendio
- D – E – F → combustibilità crescente
Oltre alla lettera, ci sono indici secondari:
- s1 – s2 – s3 → quantità di fumo (s1 = poco fumo)
- d0 – d1 – d2 → gocce incandescenti (d0 = nessuna)
In una serata di festa come Capodanno, rivestimenti murali e soffitti sono critici perché aumentano enormemente la superficie esposta al fuoco e spesso sono addobbati con materiali plastici o espansi che non rispettano quanto sopra descritto. Inoltre da come ha preso fuoco il soffitto, fa ipotizzare un materiale che non rispetta le caratteristiche ignifughe richieste nei locali di questo genere.

LE SORGENTI DI INNESCO (E IL RUOLO DELLA RAGAZZA CON IL CASCO)
Affinchè un incendio possa esistere, devono coesistere 3 elementi:
- Combustibile: sostanza organica o inorganica capace di infiammarsi e bruciare (es. legno, carta, benzina, metano) caratterizzata da una sua specifica temperatura di accensione
- Comburente: sostanza che alimenta la combustione, generalmente l’ossigeno presente nell’aria
- Sorgente di innesco: Fonte di energia (calore) che innalza la temperatura del combustibile fino alla sua temperatura di accensione, avvitando la reazione
I 3 elementi costituiscono i 3 lati di quello che viene chiamato “triangolo del fuoco“, un modello teorico che rappresenta i tre elementi essenziali necessari per innescare e sostenere la combustione. Ne deriva pertanto che se uno di questi fattori viene a mancare o viene eliminato, il fuoco non può svilupparsi e/o si estingue.

L’uso di fiamme libere nei locali aperti al pubblico (bar, discoteche, ristoranti, sale eventi, hotel, teatri, ecc.) è uno degli aspetti più critici della sicurezza antincendio, perché costituisce una sorgente diretta di innesco in ambienti spesso ricchi di materiali combustibili e affollati. Per questo è fortemente regolamentato e in molti casi vietato o consentito solo con precise condizioni tecniche e autorizzative.
Al “Le Constellation”, le foto ritraevano una ragazza con un casco nero (perita poi nel rogo) che, in spalla a una seconda persona, aveva in mano due bottiglie con delle fontane luminose perocolosamente alzate al soffitto. Questa è stata con molta probabilità la sorgente di innesco principale del materiale fonoassorbente presente sul soffitto del locale che, con molta probabilità, non soddisfava i requisiti antincendio minimi elencati prima.

ATTREZZATURE ANTINCENDIO
Le attrezzature antincendio sono l’insieme dei dispositivi e impianti destinati a rilevare, segnalare, contenere e spegnere un incendio o a consentire l’evacuazione in sicurezza. Nei luoghi aperti al pubblico (locali, ristoranti, discoteche, teatri, ecc.) devono essere dimensionate, installate e mantenute secondo le norme di prevenzione incendi e il livello di rischio dell’attività.
Gli estintori sono il primo intervento contro piccoli focolai, che siano estintori ad anidride carbonica, a polvere o a schiuma. La loro capacità estinguente spesso viene sottovalutata.

Un comune 6kg 34A-233BC a polvere indica che è in grado di spegnere
- A → incendi di materiali solidi (legno, carta, tessuti, plastica, ecc.)
- B → incendi di liquidi infiammabili (benzina, solventi, alcol, oli, ecc.)
- C → incendi di gas infiammabili (metano, GPL, ecc.)
Il numero 34 significa che spegne una catasta di legno di conifera lunga 3,4 m mentre il numero 233 indica il volume del liquido infiammabile (in litri equivalenti di eptano) che l’estintore è stato in grado di spegnere.

Quindi, dopo questa breve spiegazione, siete ancora convinti che l’estintore non serva a nulla? Magari l’uso di un estintore sarebbe stato sufficiente a estinguere l’innesco dell’incendio bloccare tutto sul nascere.
DINAMICA DELL’INCENDIO
Torniamo alla ragazza con il casco: le scintille hanno iniziato a innesscare l’incendio. L’incendio si divide in 4 fasi:
- Innesco: è la fase iniziale in cui un materiale combustibile prende fuoco a causa di una sorgente di innesco
- Propagazione: il fuoco si espande progressivamente ad altri materiali combustibili principalmente per conduzione. in questa fase il locale diventa sempre più caldo e instabile: i gas caldi salgono e si accumulano sotto il soffitto così come si riscaldano superfici e arredi raggiungono la temperatura di ignizione.
- Incendio generalizzato: tutto il combustibile disponibile brucia contemporaneamente raggiungendo così la massima temperatura, l’irraggiamento termico è elevatissimo il che comporta innesco anche non per contatto col fuoco e comporta anche il coinvolgimento strutturale dell’edificio ma soprattutto si ha produzione massiva di fumo e gas tossici
- Estinzione e raffreddamento: il fuoco si riduce perché viene meno uno degli elementi del triangolo della combustione (tipicamente il combustibile o il comburente inteso come ossigeno atmosferico)

Quindi capite come, una pronta reazione di fronte all’innesco, l’uso dei sistemi antincendio (leggasi l’uso dell’estintore) avrebbe forse non evitato la tragedia ma avrebbe permesso di ridurne la portata.
Ma manca una cosa molto importante: nell’incendio vi sono due momenti estremamente critici che sono
- Flashover: potremmo definirlo in punto di non ritorno tra la fase di propagazione e quella di incendio generalizzato: è un fenomeno di accensione termica globale per irraggiamento perchè i materiali solidi vengono riscaldati raggiungendo la temperatura di pirolisi che decompone il materiale producendo vapori combustibili, gas infiammabili e residuo carbonioso. Questi gas (idrocarburi, CO, composti volatili) si accumulano nell’ambiente ed essendo caldi salgono e formano uno strato sotto il soffitto che diventa una sorgente radiativa intensa. L’energia irradiata verso superfici e arredi cresce rapidamente.
Più superfici si scaldano → più pirolisi → più combustibile gassoso → più calore → ancora più pirolisi
Tutti i materiali pirolizzati presenti nel compartimento si accendono quasi contemporaneamente e passano da combustione localizzata a combustione generalizzata.
I segno premonitori sono rapido aumento temperatura, fumo molto scuro e turbolento, rollover (lingue di fuoco nel fumo); calore insopportabile vicino al pavimento e vetri che si rompono.
- Backdraft: la deflagrazione violenta causata dall’improvviso ingresso di ossigeno in un ambiente saturo di gas combustibili caldi non ossidati. Quando un incendio in ambiente chiuso consuma quasi tutto l’ossigeno, la combustione completa (ossidazione totale) non può continuare e si accumulano quindi monossido di carbonio (CO), idrogeno (H₂), idrocarburi volatili, vapori combustibili e particolato carbonioso. Questi gas sono non solo molto caldi e altamente combustibili perchè non ancora ossidati completamente dando vita a un ambiente chimicamente instabile. È un sistema energeticamente pronto alla combustione, ma limitato dalla carenza di ossigeno. Quando si ha una ventilazione improvvisa (apertura di una porta, rottura di una finestra, fessurazione strutturale) si ha entra aria fresca con conseguente ingresso di ossigeno e se la temperatura è sopra il limite di autoaccensione si ha un innesco istantaneo in tutto il volume. Questa deflagrazione origina una combustione rapidissima e una espansione violenta dei gas che generano onda di pressione e fiammata esplosiva

CONCLUSIONI
Dopo questa breve spiegazione è possibile ipotizzare che, una volta raggiunto il flashover, l’incendio non ha lasciato scampo a chi era rimasto intrappolato nel locale. Di sicuro, una pronta reazione di fronte al fuoco provando prima a spegnerlo con gli estintori accompagnato da un veloce esodo delle persone appena ci si è accorti dell’incendio (e non restanto a filmare con i telefonini!!) non dico che avrebbe portato a zero morti e zero feriti ma sicuramente a un bilancio nettamente meno tragico.
Come sempre questo articolo del mio blog è una semplice considerazione di quello che si presume possa essere successo e spigato in maniera estremamente semplificata. Non me ne vogliano pertanto i colleghi che leggeranno questo articolo. Le cause e le responsabilità potranno essere trovate solo ed esclusivamente dagli inquirenti che possiedono i dati e le prove per le opportune analisi scientifiche.

