L’Organizzazione Mondiale della Sanità dichiara ufficialmente lo stato di pandemia.
“Nelle ultime due settimane il numero di casi di COVID-19 al di fuori della Cina è aumentato di 13 volte e il numero di paesi colpiti è triplicato, ci sono più di 118.000 casi in 114 paesi e 4.291 persone hanno perso la vita. Altre migliaia stanno lottando per la propria vita negli ospedali. Nei giorni e nelle settimane a venire, prevediamo che il numero di casi, il numero di decessi e il numero di paesi colpiti aumenteranno ancora di più. L’OMS ha valutato questo focolaio 24 ore su 24 e siamo profondamente preoccupati sia dai livelli allarmanti di diffusione e gravità, sia dai livelli allarmanti di inazione. Abbiamo quindi valutato che COVID-19 può essere caratterizzato come una pandemia” Tedros Adhanom Ghebreyesu Direttore generale dell’Organizzazione mondiale della sanità
Il 5 maggio 2023 rimarrà una giornata storica: l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha ufficialmente dichiarato la fine dell’emergenza sanitaria
“È con grande speranza che dichiaro chiusa l’emergenza sanitaria globale del Covid 19. All’inizio della pandemia, fuori dalla Cina c’erano circa 100 casi e non vi erano morti dichiarati. In tre anni da qual momento il mondo si è capovolto: circa 7 milioni di morti sono stati riportati dall’Oms, ma noi sappiamo che la stima è di molte volte maggiore, pari almeno a 20 milioni di morti” Tedros Adhanom Ghebreyesu Direttore generale dell’Organizzazione mondiale della sanità
“Pensi di avere un limite, così provi a toccare questo limite. Accade qualcosa. E immediatamente riesci a correre un po’ più forte, grazie al potere della tua mente, alla tua determinazione, al tuo istinto e grazie all’esperienza. Puoi volare molto in alto.” (Ayrton Da Silva Senna)
Auschwitz – Solo quando nel mondo a tutti gli uomini sarà riconosciuta la dignità umana, solo allora potrete dimenticarci.
(Lapide presente presso il Sacrario ai Caduti di Marzabotto – Bologna)
Post Scriptum: sarebbe bello dimenticare anche queste persone per la loro deficienza…. perchè non hanno capito dove sono e che comportamenti dovrebbero tenere!
Ricorre oggi la “Giornata nazionale del dialetto e delle lingue locali”, istituita nel 2013 dall’Unione Nazionale delle Pro Loco con il fine di salvaguardare e valorizzare queste espressioni appartenenti al nostro patrimonio immateriale.
Ogni anno, la Giornata dedicata al dialetto e alle lingue locali diventa un’occasione per le Pro Loco di organizzare innumerevoli attività in tutta Italia: dalla raccolta di libri in e sui dialetti, alle testimonianze video ed audio, fino a convegni, rappresentazioni teatrali, letture pubbliche di poesia e molto altro. Dall’istituzione di questa giornata è poi nato il Premio Nazionale “Salva la tua Lingua Locale”, che ogni anno raduna opere dialettali da tutta Italia.
Questo è un piccolo contributo realizzato dalla Pro Loco di Ranco (VA)
Com’è stato il 2023? Sicuramente è stato un anno strano…
A livello lavorativo ho lasciato un’azienda senza nemmeno finire il periodo di prova per passare a una nuova azienda dove posso dire di trovarmi molto bene sia come ambiente che come lavoro. Ovviamente passare da quello che è sempre stato il mio “lavoro” cioè la carpenteria leggera e l’ufficio tecnico a fare cilindri idraulici di notevoli dimensioni implica picchiare il naso e commettere qualche errore… Anche se Fabio ogni tanto mi tira le orecchie devo dire che mi ha insegnato molto (ma devo ringraziare anche altri colleghi che mi hanno supportato e sopportato).
A livello familiare abbiamo fatto un passo importantissimo e ci siamo trasferiti in una nuova casa, e il traslocco completo non è stato semplice… ma ce l’abbiamo fatta!
Un traguardo personale importante lo ho raggiunto a maggio: un quarto di secolo di volontariato! Era il lontano 1998 (ed ero ancora senza patente) e la sera frequentavo il corso di primo soccorso a Vergiate. Mai avrei pensato dopo 25 anni di trovarmi ancora a bordo delle ambulanze a soccorrere e di essere io istruttore ai corsi…
Solo per oggi, 30 dicembre, sarà in proiezione nelle sale italiane “Vacanze di Natale” in occasione dei 40 dalla sua produzione
Girato a Cortina d’Ampezzo nell’autunno del 1983 in sole 3 settimane, è il primo (e per me unico e inimitabile) cinepanettone che doveva rappresentare lo spaccato della società italiana degli anni ’80.
Sicuramente chi andrà a vederlo saprà a memoria tutte le scene ma soprattutto le battute, almeno le più famose…
LA TRAMA
A Cortina ci sono i Covelli, una famiglia di ricchi costruttori edili: l’avvocato Giovanni Covelli (Riccardo Garrone), il capofamiglia annoiato dalla routine delle vacanze di Natale, la moglie snob attenta solo all’immagine, e i tre figli Roberto (Christian De Sica), Diamante e Luca. Il primo è giunto a Cortina d’Ampezzo direttamente da New York con la bellissima fidanzata Samantha (Karina Huff); la seconda, scorbutica e inquieta, ha un pessimo rapporto con Roberto; il terzo pensa più allo sport (e in particolare alla Roma, di cui è tifoso sfegatato) che alla fidanzata Serenella, la quale per gelosia gli fa credere che il suo migliore amico, il borgataro Mario Marchetti (Claudio Ammendola), si sia invaghito di lei. Mario, venuto in vacanza da Roma a Cortina con la sua famiglia un po’ rozza ma simpatica capitanata da Arturo Marchetti (Mario Brega), è interessato in realtà a Samantha e riesce a trascorrere con lei la notte di Capodanno, con la promessa di rivedersi anche nei periodi successivi, quando le vacanze saranno finite, e a riappacificarsi con Luca, che gli chiede scusa per aver creduto alla storia falsa di Serenella. C’è poi Billo (Jerry Calà), squattrinato playboy sciupafemmine che suona al piano bar e che rincontra la sua ex fiamma Ivana (Stefania Sandrelli), moglie annoiata di un milanese arricchito e superficiale, Donatone Braghetti (Guido Nicheli), che la trascura. Stanca del marito, Ivana viene spinta al tradimento dall’amica Grazia, l’infedele moglie dell’industriale bolognese Cesarino Tassoni. Billo è ancora innamorato di Ivana ma, dopo avere saputo che è sposata con Donatone, cerca di fare incontrare quest’ultimo con Moira, detta “la mandrilla di Porto Recanati”, una prostituta, in modo che Ivana abbandoni il marito. Infatti, dopo aver scoperto il tradimento di Donatone, Ivana finisce tra le braccia di Billo, ma torna poi dal marito dopo aver scoperto che ha avuto un incidente con l’auto. L’estate successiva, tutto il gruppo si ritrova di nuovo, ma questa volta sulle spiagge della Sardegna. C’è anche Billo, ancora alle prese col pianobar e sfiancato dal mestiere che definisce molto duro, costretto ogni sera a portarsi del “lavoro” a casa.
UN CULT…
Se i cinepanettoni usciti dopo sono tutti verso il volgarotto generato dalla coppia Boldi/De Sica, questo film ha ancora come protagonisti ragazzi in cerca dell’amore. Ecco, quello che distingue Vacanze di Natale del 1983 dai cinepanettoni è il romanticismo, l’ingenuità, una sorta di innocenza che si stava perdendo proprio in quegli anni, ma che ancora c’era.
Lo rende immortale anche la sua colonna sonora: “Moonlight Shadow” di Mike Olfdfield, “Nell’aria” di Marcella Bella, “I Like Chopin” di Gazebo, “Sunshine Reggae” dei Laid Back senza però dimenticare anche “Grazie Roma” di Antonello Venditti come richiamo all’origine di alcuni dei protagonisti e alla passione per “la maggica” che lega Mario Marchetti con Roberto Covelli.
Chiudiamo l’articolo come è giusto che sia con l’avvocato Covelli che ci ricorda con la sua frase storica, pronunciata con un aplomb unico che “Anche sto Natale… se lo semo levato dalle palle!”
Svegliarsi alla mattina e trovare il messaggio della tua compagna (o “badante” come la chiamavi tu) dove diceva che te ne sei andato è stato terribile.
Ce ne siamo andati lo stesso giorno dalla ALGO, io per una nuova sfida professionale e tu per goderti la tua meritata pensione.
Sei stato per molto tempo il mio capo, il mio “maestro” sul lavoro (e ti devo molto per questo), ma soprattutto sei stato un Amico.
Voglio ricordarti con questa semplice immagine scattata anni fa in ufficio.
Per tutte le violenze consumate su di Lei, per tutte le umiliazioni che ha subito, per il suo corpo che avete sfruttato, per la sua intelligenza che avete calpestato, per l’ignoranza in cui l’avete lasciata, per la libertà che le avete negato, per la bocca che le avete tappato, per le ali che le avete tagliato, per tutto questo: in piedi, Signori, davanti ad una Donna. (William Shakespeare)