GIORNATA MONDIALE DEL BACKUP

Il backup è l’operazione in cui viene eseguita la copia dei propri dati in un archivio separato con lo scopo di proteggerli da perdita o danneggiamento. La copia, per ovvie ragioni di sicurezza, deve essere effettuata in un supporto diverso.

La questione non è “se” si diveterà vittima della perdita di dati, ma “quando”.

Il backup casalingo serve alla protezione dei dati personali, da quelli più importanti, come le dichiarazioni dei redditi a quelli più preziosi come le foto di famiglia e i video delle vacanze. In altre parole, dati che non possono essere sostituiti e la cui perdita può causare grande stress. Sarebbe buona cosa avere la copia non solo dei dati ma anche del sistema operativo e dei programmi installati (a proposito, dove avete la copia della licenza di attivazione del software?)

Come fare backup pc su hard disk esterno | POLIS APERTA

Spesso si pensa che salvare i dati in una chiavetta USB possa essere la soluzione… ma quanto è grossa la chiavetta USB? Quanto è facile perderla o danneggiarla? Sicuramente un Hard DIsk esterno è una scelta più sensata. però i dati devono essere continuamente copiati e aggiornati, siamo certi di poterlo fare con regolarità senza fare danni?

Non condivido nemmeno il salvataggio su servizi cloud: non è un sistema di backup ma un sistema di sincronizzazione dati dove, se inavvertitamente cancelliamo un dato, rischiamo di averlo perso per sempre.

Considerando quindi di voler fare un backup senza spendere troppi soldi la soluzione potrebbe essere l’acquisto di un NAS casalingo (meglio se con almeno 2 baie) e, se non compresi nel NAS, HD di buona qualità. Normalmente il NAS ha già a bordo un sistema operativo proprietario per effettuare il backup, nel caso ne fosse sprovvisto consiglio di installare OpenMediaVault, semplice da installare e utilizzare.

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esempio di NAS
Creare Un NAS Con Raspberry Pi - Raspberry Home - 2022

Se proprio non volete avventurarvi nell’acquisto e configurazione del NAS, potete optare per il buon Hard Disk a cui associare un software per eseguire in automatico il backup (e il ripristino in caso di problemi). In questo caso consiglio il sempre valido Iperius BackUp.

Iperius Backup | Software backup Free, ESXi, Cloud, FTP, SQL

Buon BackUp Day a tutti!

1° GIORNATA NAZIONALE CONTRA LA VIOLENZA SUGLI OPERATORI DELLA SALUTE

Campagna di sensibilizzazione contro la violenza nei confronti del personale sanitario, dei soccorritori, degli operatori tecnici e del personale amministrativo, che operano nell’ambito del sistema extraospedaliero di emergenza urgenza sul territorio regionale.

Un paese che picchia i propri medici al pronto soccorso è un caso disperato da codice rosso.

NO ALLA GUERRA

“Cerchiamo di vivere in pace, qualunque sia la nostra origine, la nostra fede, il colore della nostra pelle, la nostra lingua e le nostre tradizioni. Impariamo a tollerare e ad apprezzare le differenze. Rigettiamo con forza ogni forma di violenza, di sopraffazione, la peggiore delle quali è la guerra.” (Margherita Hack)

IL TIRAMIGIÙ

Dieta e dolci sono due parole che hanno in comune solo la D iniziale… Se poi aggiungiamo che in questo momento Jennifer ha anche qualche restrizione extra sugli alimenti come fare allora a mettere insieme un dolce scartando tutto quello che non è ammesso? Bene, ci siamo inventati il tiramigiù 😄

Lei lo ha interpretato in un modo, io in un altro… Strati alternati di biscotto savoiardo imbevuto nel caffè di cicoria (il caffè standard è al momento bandito) corretto al brandy e crema fatta con ricotta addolcita al miele…

Il risultato? Apprezzabile, migliorabile ma con una buona base di partenza!

112 DAY

Oggi 11/2 è la giornata europea del Numero Unico di Emergenza Europeo. Lo scopo della giornata è sensibilizzare la popolazione sull’importanza di questo numero e per farne il corretto uso.

Il NUE è stato raccomandato dal 1976, introdotto dal 1991 ma reso obbligatorio entro il 2008 da parte della Comunità Europea. In Italia è stato introdotto proprio qui a Varese dove, il 22 giugno 2012, è entrata in servizio la CUR (Centrale Unica di Risposta). Qui arrivano le chiamate di emergenza al numero 112 (ma anche ai vecchi 113/115/118), vengono processate e inoltrate alle centrali di emergenza di secondo livello specifiche (Forze dell’Ordine, Vigili del Fuoco o Emergenza Sanitaria).

Il modello pilota di Varese è attivo, ad oggi, nelle regioni Friuli Venezia Giulia, Lazio (distretti telefonici 06 e 0774), Liguria, Lombardia, Marche, P.A. di Bolzano, P.A. di Trento, Piemonte, Sicilia, Toscana, Umbria, Val d’Aosta coprendo una popolazione complessiva di oltre 35 milioni di cittadini per una percentuale pari a circa il 59% della popolazione italiana totale.

Nelle Regioni in cui sono operative le CUR, il NUE è raggiungibile anche tramite l’App Where ARE U dedicata agli smartphones. L’App consente di effettuare una chiamata di emergenza con l’invio automatico all’operatore della CUR dei dati relativi alla localizzazione del chiamante ricavati dal sistema di posizionamento GPS del telefono. È inoltre possibile utilizzare l’App anche se non si è in condizione di parlare per qualsiasi motivo semplicemente selezionando il tipo di soccorso di cui avete bisogno è l’operatore riceverà la “chiamata muta” con le indicazioni del soccorso richiesto.
Se ci si trova in una zona dove non c’è copertura della rete dati, la vostra localizzazione viene trasmessa alla CUR tramite SMS (Short Message Service). I dati di localizzazione vengono utilizzati solamente per la gestione della richiesta di emergenza.L’App consente l’accesso al servizio anche a persone sorde.

Where ARE U è disponibile per i sistemi operativi mobili iOS, Android e Windows Phone.

Una volta scaricata l’applicazione ricordatevi di lanciarla una prima volta per registrarvi al sistema di emergenza!

FELICE ANNO NUOVO

Siamo arrivati alla fine del 2021… Un anno particolare con tante sfaccettature, alcune piacevoli, altre non troppo allegre.

Di sicuro uno dei cambiamenti più importanti è stato quello di rassegnare le dimissioni da responsabile tecnico per intraprendere un nuovo lavoro partendo così da zero e accettare delle nuove sfide. Una scelta che ha comportato nell’ultimo mese di lavoro un carico di stress assurdo mandandomi anche ko… ma dopo ogni caduta ci si rialza, più forti di prima e avendo maturato esperienza che dovrebbe impedire di commettere nuovamente lo stesso errore nel futuro.

Due Avvolgitori da 13m di lunghezza per piscine pubbliche realizzati nella vecchia azienda prima delle mie dimissioni…

Il COVID è stato un altro elemento che mi ha (purtroppo) fatto compagnia durante la mia attività di volontario sulle ambulanze e che mi ha portato a vedere situazioni tristi in alcuni casi e surreali in altre. Mi basta ricordare quando, bardati nelle tute con mascherina FFP, visiera, 4 paia di guanti e tutto il resto, siamo stati derisi e insultati da chi in quel momento aveva chiesto aiuto perché stava male…

Ebbene si, sono io in fase di svestizione dopo un intervento COVID….

Ma il 2021 lo ricorderò perché mi ha fatto conoscere una persona speciale: una ragazza fantastica con cui sto condividendo la mia vita e che credo proprio sia la mia metà mancante… o come piace definirla a me, la mia 51%
Una persona con cui credo proprio che nel 2022 farò passi importanti insieme a lei…

Goodbye 2021, Welcome 2022!

IL FARO MANGIABARCHE

Durante il mio soggiorno in Sardegna, nell’isola dell’isola cioè a Sant’Antioco (che è la quarta isola d’Italia per estensione) mi sono goduto un bellissimo tramonto di fronte allo scoglio Mangiabarche e al suo faro.

Il faro, costruito nel 1935, è posizionato su un isolotto di roccia a un centinaio di metri dalla riva all’altezza della Punta della Tonnara, alla fine di Spiaggia grande. Il nome deriva proprio dai numerosi naufragi che sono avvenuti nei secoli.

«Vidi un grande scoglio, circondato da altri più piccoli, dei quali emergevano dall’acqua solo le punte. Aguzze e pericolose. Le onde spinte dal maestrale si schiantavano contro le rocce, arrivando a bagnare con i loro spruzzi il faro che si ergeva nel punto più alto. L’origine del nome era evidente: sembrava la dentatura di una mostro marino»

Massimo Carlotto, Il mistero di Mangiabarche

LO SFIGMOMANOMETRO

Lo sfigmomanometro è quell’apparecchio manuale o automatico che consente la misurazione della pressione arteriosa cioè la pressione esercitata dal sangue pompato dal cuore sulla parete delle arterie. Poichè il cuore batte ad intervalli regolari, è possibile distinguere una pressione “massima” o “sistolica” che corrisponde al momento in cui il cuore si contrae (sistole) ed una pressione “minima” o “diastolica” che corrisponde alla pressione che rimane nelle arterie momento in cui il cuore espandere (diastole) per riempirsi di sangue.

La misura della pressione avviene in maniera indiretta (metodo di Riva-Rocci) posizionando un bracciale sul braccio e posizionando il fonendoscopio in corrispondenza dell’arteria omerale. Si va inoltre a prendere il polso radiale del paziente.

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Diapositiva 1

Si inizia ora a gonfiare il bracciale finché non si percepisce più il polso radiale: questo significa che la pressione esercitata dal bracciale (curva in blu) è maggiore della massima pressione esercitata dal sangue (linea orizzontale tratteggiata in rosso), nel fonendoscopio non si percepisce nessun suono.

A questo punto si inizia a sgonfiare il manicotto lentamente (circa 2mmHg/s) finché nel fonendoscopio non viene udito un suono: questo è il I tono di Korotkoff che è semplicemente il rumore che produce il sangue quando inizia a fluire nel vaso sanguigno (che ricordo essere elastico). La pressione indicata dal manometro è pari a quella sistolica. Il polso radiale in condizioni normali inizia a ricomparire.

Con l’ulteriore diminuzione della pressione del manicotto l’arteria resta pervia per periodi sempre più lunghi, durante i quali il sangue che scorre con moto turbolento continua a fare rumore sempre più debolmente

poco prima della  scomparsa si ausculta il IV tono di Korotkoff: in questo momento la pressione nel bracciale è pari alla pressione diastolica. Il polso radiale resta!

Ricapitolando

Perioperative Noninvasive Blood Pressure Monitoring | Semantic Scholar

Come sempre questo post non vuole essere un trattato di medicina o un articolo scientifico che va a sostituirsi ai sacri testi e come sempre non voglio insegnare il mestiere a chi lo fa per professione ma vuole essere una semplice spiegazione del come funziona questo strumento per i “non addetti ai lavori”. Al solito resto disponibile per un confronto costruttivo.